Istituto della Enciclopedia Italiana

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MARCELLO FAGIOLO, MARIA LUISA MADONNA, Baldassarre Peruzzi. Pittura, scena e architettura nel Cinquecento, Roma 1987.
Saggi di: C. Acidini, N. Adams, I. Belli Barsali, A. Belluzzi, S. Benedetti, E. Bentivoglio, P. Boccardo, C. Brandi, A. Bruschi, C. Conforti, M. Cordaro, N. Dacos, G. De Angelis d’Ossat, G. Di Geso, F. P. Fiore, A. Forcellino, V. Franchetti Pardo, C. L. Frommel, L. Giordano, R. Guerrini, S. Macioce, P. Marconi, R. Pacciani, A. Parronchi, R. Pentrella, L. Puppi, R. Quednau, S. Ray, G. Rotondi Terminiello, G. Sapori, F. Sricchia Santoro, R. Varoli Piazza, M. Walcher Casotti, H. Wurm.
Volume di 774 pagine, con 405 illustrazioni. Lire 100.000.
Il volume si propone come un’irrinunciabile tappa di avvicinamento verso una compiuta e sistematica trattazione complessiva dell’opera di Peruzzi. Quest’ultima trova dunque un doveroso riconoscimento critico, volto a illuminare la personalità di un architetto-pittore che, anche nella mole dei progetti non realizzati, si mostra geniale soprattutto nell’arte edilizia.

MARCELLO FAGIOLO, MARIA LUISA MADONNA (a cura di), Raffaello e l’Europa (d’intesa col Comitato Nazionale Raffaellesco), Roma 1990.
Saggi di: G. Arbore Popescu, A. Avila, D. Bernini, P. Boccardo, C. Brandi, J. Chenault Porter, G. Chesne Dauphiné, M.G. Ciardi Dupré, F. de Fontbona, G. Di Geso, M. Fagiolo, G. Ferri Piccaluga, B.M. Fratellini, E. Garin, G.L. Geiger, C. Grossi, K. Herrmann Fiore, G. H. Hirschauer, D.J. Jaffe, R. Kuhn, P. Leone de Castris, R. Lopez Torrijos, M.C. Mazzi, W. Melczer, M. Mena Marques, M. Moli Frigola, Ph. Morel, B. Napoli, J. Onians, E. Parma Armani, R. Pentrella, A.E. Perez Sanchez, H. Pfeiffer, E. Piccione, C. Ravanelli Guidotti, L. Ravelli, S. Ray, S. Röttgen, M.A. Scarpati, L. Tarditi, L. Varoli Piazza, M. Volpi, K. Weil-Garris, L. Wolk, G. Zanchi.
Volume di 880 pagine, con 400 illustrazioni. Lire 100.000.
Quale fu il messaggio di Raffaello e quanto fu proseguito fedelmente ovvero “tradito” dai suoi seguaci? Questi sono alcuni dei temi di fondo indagati nel volume. Al discorso sulla “continuità” e sulla “diaspora” si affianca il più lungo discorso sulla “fortuna” di Raffaello e sulla sua interpretazione nei tre secoli successivi, vera e propria operazione di “critica visualizzata” da collocare accanto alla “critica verbalizzata”. Raffaello, che impersonì il concetto stesso di arte, raggiungendo nella sua opera un equilibrio assoluto tra pittura e architettura, poesia e pensiero, sfera umana e sfera celeste, sapienza antica e rivelazione cristiana, costituisce una componente essenziale, una “invariante” nella storiografia, nella teoria artistica, nella storia del gusto.